Il fisco amico m'ama, non m'ama, m'ama, non m'ama ...

In attesa che scenda sulla terra la bozza di Ddl della Legge di Bilancio, alla luce delle prime anticipazioni lette sulla stampa, sorge in me una riflessione.
In ambito fiscale ci troviamo infatti di fronte a due norme che sembrano essere ispirate da principi completamente opposti. Mi riferisco alla rottamazione dei ruoli Equitalia, da un lato, e all'introduzione dello spesometro analitico trimestrale con liquidazione iva, dall'altro.
Se l'obiettivo della rottamazione delle cartelle è quello di ridurre le sanzioni e gli interessi di mora a carico dei contribuenti vessati da un fisco oppressivo (sono più o meno le parole del Presidente Renzi) e di modificare l'approccio del fisco verso i cittadini (fisco amico), l'obiettivo dello spesometro trimestrale è diametralmente opposto. Oltre ad obbligare i titolari di partita iva (ed i loro consulenti) ad un tour de force mostroso ed impossibile per avere tutti i dati a disposizione, desta perplessità il fatto che, essendo prevista all'interno dello spesometro anche la liquidazione dell'Iva, l'intenzione del fisco è quella di accelerare l'incasso dell'imposta, inviando sms di alert dopo 15 giorni dalla scadenza del versamento e precipitandosi successivamente al recupero delle somme non versate (quasi sempre per mancanza di liquidità).
Si crea pertanto una dicotomia perversa tra norme di alleggerimento dei versamenti, pensate, oltre alla rottamazione delle cartelle, al ravvedimento operoso esteso praticamente a tutte le annualità possibili, ed una norma che anticiperà i versamenti dell'Iva periodica mettendo i contribuenti di fronte a ulteriore drenaggio di liquidità e/o sanzioni incrementate.
Di quale faccia del fisco ci dobbiamo fidare?
Mi torna in mente il fanciullesco "Ci hai creduto, faccia di velluto!"

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